“Trapassati” ma ancora in forma


imparare l'italiano

L’italiano è una lingua bellissima e musicale (siamo troppo di parte a dirlo?) ma sicuramente non è tra le più semplici dal punto di vista grammaticale e dell’utilizzo dei tempi verbali. Facciamo confusione noi italiani madrelingua nell’utilizzo dei verbi giusti quindi le difficoltà per gli stranieri sono evidenti e comprensibili. Anche se siamo ormai nel 2015 buttiamo sempre un occhio al passato e nel raccontarlo non possiamo dimenticarci dell’uso corretto di tempi verbali come il trapassato prossimo, il trapassato remoto e il congiuntivo trapassato. Non avete idea di cosa siano e come utilizzarli in una frase? Facciamo un po’ di chiarezza.

Il trapassato prossimo viene anche chiamato “piuccheperfetto” ed è una forma verbale utilizzata per indicare la compiutezza o il verificarsi indietro nel tempo di un’azione o un evento rispetto ad un momento passato. È uno dei tempi composti dell’indicativo e viene coniugato combinando le forme dell’imperfetto indicativo degli ausiliari essere o avere con il participio passato del verbo in questione (ad esempio avevo parlato, avevo scritto, eravamo stati, ero andato, erano partiti).

Lo scopo principale è quello di indicare l’anteriorità di un’azione rispetto ad una già avvenuta. Facciamo degli esempi?

  • Avevo già parcheggiato la macchina quando Chiara era arrivata al ristorante.
  • Ero già stato in quel parco divertimenti quando i miei amici me ne hanno parlato.
  • Avevo già mangiato quando nonna era arrivata a casa a farci visita.

Ad un gradino di maggiore di complessità troviamo il trapassato remoto, utilizzato (in realtà sempre meno spesso) per indicare un evento passato svoltosi poco prima di un altro. È una forma verbale composta dagli ausiliari essere o avere coniugati al passato remoto (invece che all’imperfetto come nel trapassato prossimo) e dal participio passato del verbo in questione (ad esempio ebbi parlato, fummo chiamati, avemmo scritto) ed è spesso introdotta da preposizioni come dopo che, non appena, finchè.

Qualche esempio?

  • Finchè non ebbe smesso di diluviare non potei tornare a casa.
  • Non appena i miei amici furono arrivati a casa smise di piovere.
  • Dopo che Chiara ebbe scartato il regalo andò a dire a tutti quanto le fosse piaciuto.

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Non è utilizzatissimo ma potreste sfoggiarlo per dimostrare una grande padronanza dell’italiano!

Cos’è invece il congiuntivo trapassato? E’ detto anche congiuntivo piuccheperfetto ed è una forma verbale composta dal congiuntivo imperfetto dei verbi ausiliari essere o avere più il participio passato del verbo (ad esempio avessi parlato, fossi stato, avessero comprato).

Quando è il caso di usarlo? Quando si vuole esprimere una possibilità riferita al passato o un evento che non si è però mai realizzato, collocandosi quindi nell’ambito del periodo ipotetico dell’irrealtà.

Per esempio se fossimo arrivati prima avremmo trovato parcheggio, se fossimo andati a lezione avremmo passato l’esame, se non avessimo visto quel film dell’orrore stanotte avremmo dormito, se fossimo usciti avremmo incontrato la nostra amica.

Conoscevate queste forme verbali trapassate ma ancora attuali? Siete capaci di usarle?


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