Caro Romolo ti scrivo: lettera aperta al fondatore di Roma


lettera

Caro Romolo,

fondatore di una città partita dal nulla e che negli anni è diventata grande, ricca storia e fascino, piena di meraviglie, caotica, a volte difficile e problematica, stressante ma anche calda luminosa ed accogliente. Grazie.

Grazie per aver avuto 2768 anni fa (eh si, il 21 aprile Roma ha compiuto gli anni) l’idea e la determinazione per fondare quella che sarebbe diventata una delle città più importanti del mondo per storia e cultura, una città che si è evoluta nel tempo diventando importante protagonista di guerre, conquiste, vittorie, espansioni, periodi bui e periodo d’oro.

Ti è costata un bel po’ di fatica ma è diventata un’impresa vincente e ancora tutti ti ricordano come uno dei personaggi più importanti della storia insieme a tuo fratello Remo, al quale non hai fatto fare una bellissima fine però eh…

Vuoi sapere com’è Roma adesso, nel 2015? Io ci sono nata e ci vivo da anni e posso dirti che le difficoltà ci sono ancora oggi (anche se diverse da quelle che hai affrontato tu), ce ne sono tante e di vario genere ma vengono compensate dalla bellezza, dai tramonti, dall’antichità che spunta da ogni lato se si passeggia nel centro storico, dal fascino di vivere in una delle città più belle del mondo anche se un po’ trascurata, piena di storia e con il mare a due passi da godere nelle belle giornate.

Vivendoci a volte ci si abitua alla bellezza e non ci si fa più caso (ci si abitua a tutto, si sa) ma una passeggiata al Pincio, al Gianicolo o al giardino degli aranci ad ammirare il panorama, un giro al Colosseo e ai Fori imperiali, un tour tra piazza Navona, il Pantheon e Campo de’ fiori, una passeggiate tra le vie di Trastevere, possono risollevare il morale a chiunque in una giornata storta e valgono il prezzo di abitare in una città indubbiamente complicata.

Quali sono queste difficoltà? Inizio la lista Romole’? Dai sarò buona. Partiamo dal traffico: non sei mai rimasto imbottigliato sul Lungotevere nell’ora di punta o sul Grande raccordo anulare nell’ora in cui tutti tornano dall’ufficio e beh sei stato fortunato.

Non è un’esperienza piacevole ma capita molto spesso a tutti i romani che tra manifestazioni, scioperi, pioggia e disastri vari ormai hanno un livello di pazienza elevatissimo (anche se le parolacce scappano).

Se si vuole evitare la macchina ci si imbatte nei terribili mezzi pubblici che mettono a loro volta a dura prova la soglia di tolleranza allo stress dei romani: tempi di attesa lunghissimi per salire spesso su autobus o metro sovraffollati in cui si sta schiacciati come sardine.

Ho reso l’idea? C’è poi il capitolo pulizia delle strade che in alcuni quartieri lascia proprio a desiderare: cassonetti che strabordano e cartacce per terra. L’inciviltà delle persone è sempre un problema.

Ti ringrazio lo stesso però Romolo perché io a questa città voglio bene, mi appartiene, la conosco come le mie tasche, la vivo ogni giorno e , anche se a volte non la sopporto, per la maggior parte del tempo la amo e sono fiera di appartenerle.

Con più cura, più organizzazione, meno complicazioni, più pulizia ci vivrei sicuramente meglio ma Roma è Roma e vale sempre la pena.


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