Il culto di Mitra a Roma. I luoghi di culto sotterranei


In una fase particolare della sua storia, Roma, la città che è diventata simbolo del cristianesimo occidentale, si aprì all’esterno e ai culti orientali alimentando un sincretismo di correnti e culture. Siamo alla fine del I sec d.C. e proprio un culto di origine persiana si affermò a Roma diventando un movimento alternativo alla religione ufficiale. Il culto diventò così importante che, secondo le fonti, persino Nerone si fece iniziare ai suoi riti.

Tauroctonia di Mitra, British Museum, Londra.

Tauroctonia di Mitra, British Museum, Londra.

Il Mitraismo in realtà era stato introdotto tempo prima negli ambienti ellenistici durante le campagne di Pompeo del I sec a.C. ma fu sotto la dinastia dei Severi, che questo culto per certi versi affascinante e misterioso fu particolarmente seguito. Una delle ragioni di questa fama è che il Mitraismo possiede degli elementi che lo avvicinano a una corrente spirituale piuttosto iniziatica, e dunque, riuscì a colpire la sensibilità del mondo romano in un momento delicato della sua storia.

I principali luoghi di culto di questa religione erano per lo più nascosti e sotterranei. Queste aree sono chiamate Mitrei, luoghi dedicati a una divinità connessa alla dimensione solare, protettore della giustizia, e legato alla salvezza, che come vedremo, per molti aspetti, si avvicina alla figura di Cristo.

Pur non essendo diventato mai religione ufficiale di stato come avvenne poi col cristianesimo, il culto ha goduto di ottima fama presso vari imperatori, come ad esempio Diocleziano che lo identificò con il Sol Invictus, il “Sole invincibile”. Esistono punti di contatto tra la religione cristiana e quella del Dio Mitra. Infatti entrambe le correnti sostengono una grande fede nella vita dopo la morte e nella resurrezione, si servono dell’immagine del Giudizio Finale, e celebrano il giorno natale del dio il 25 dicembre, esattamente come continua ad accadere oggi.
Com’è noto, con l’editto di Costantino nel 313 d.C. e con Teodosio nel IV secolo, la religione cristiana diventa religione ufficiale dell’impero, anche se durante Giuliano l’Apostata vi era stata una breve parentesi pagana.

Di questo culto restano tracce archeologiche particolarmente significative nei luoghi sotterranei di Roma. Il Mitreo Barberini è uno dei Mitrei più importanti e meglio conservati, situato in via delle Quattro Fontane. La particolarità di questo luogo è quella di possedere dei dipinti murali, e dunque, delle testimonianze iconografiche legate al culto di questa divinità solare, spesso rappresentata nell’atto di uccidere un toro. La cosiddetta “tauroctonia” è un sacrificio rituale associato al Mitraismo con valenza astronomica, espressione del controllo del dio sulla processione degli equinozi. Questo episodio ci fornisce molte indicazioni sulle pratiche rituali del culto in quanto mancano fonti scritte consistenti a riguardo. Un altro Mitreo con raffigurazioni è il Mitreo di Santa Prisca, situato sotto alla chiesa di Santa Prisca sull’Aventino. Anche qui le pitture parietali documentano vari episodi legati alla storia del dio e in una nicchia compare una tauroctonia originale che comprende le figure di Saturno e di Mitra, rappresentano senza vesti.

Mitreo del Circo Massimo.

Mitreo del Circo Massimo.

Il Mitreo del Circo Massimo sorge invece nei pressi del Circo Massimo, sotto un edificio in via dell’Ara Massima ed è stato scoperto nel 1931. Anche qui è stato ritrovato un rilievo con rappresentazione di tauroctonia e in cui il dio è accompagnato dai dorifori (portatori di lancia) Cautes, Cautopates, dal Sol e dalla Luna. Parte della pavimentazione di marmo è ancora visibile accanto ad iscrizioni con i nomi di vari liberti della società romana.

Un altro Mitreo famoso è il Mitreo delle Terme di Caracalla per dimensioni e localizzazione. Sorge presso le terme di Caracalla ed è situato accanto alla basilica di Santa Balbina. Il vano è a pianta centrale con volte a crociera e presenta ancora oggi i resti di un pavimento decorato a fasce bianche e nere. Un antico vestibolo era probabilmente destinato al sacrificio dei tori.

Il Mitreo di San Clemente si trova invece nella zona inferiore della basilica di San Clemente. Nel corso del III secolo una casa privata che sorgeva in questa zona fu trasformata in mitreo subendo delle trasformazioni edilizie per ospitare il culto. Fu quindi creata una volta a botte decorata con stelle che doveva evocare un cielo notturno. In una nicchia doveva trovarsi una statua del dio e la consueta rappresentazione di Mitra che uccide il toro.

Tutti questi luoghi sotterranei sono stati studiati nel corso del tempo da numerosi archeologi e studiosi. Tra questi, un contributo fondamentale allo studio del culto è stato dato da Filippo Coarelli, che ha restituito una documentazione dei mitrei nella sua pubblicazione Guida archeologica di Roma.


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